Sanità – Servizi territoriali innovativi, quali? O solo parole?


Il Documento economico e finanziario della Regione approvato lo scorso dicembre prevede la riorganizazione dei servizi territoriali sanitari e sociali, innovando modelli organizzativi e processi, favorendo la diffusione su larga scala dell’utilizzo delle nuove tecnologie, per garantire una distribuzione più capillare dei servizi e contrastare lo spopolamento delle valli laterali.

“Questa necessità di riorganizzare i servizi sul territorio è condivisa ed è al centro della nostra attività da sempre – ha spiegato il Capogruppo Antonio Fosson questa mattina in Consiglio Regionale presentando un’interpellanza – il medico di famiglia presente sul territorio regionale è una figura straordinaria, soprattutto quelli che operano fuori da Aosta che hanno ancora la visione del malato in tutta la sua interezza e non a spicchi”.

La figura del medico di famiglia però ha bisogno di nuovi modelli organizzativiOramai l’unicità del rapporto con il malato in una medicina che ha tecnologie e che è condivisione e sintesi ci è sempre sembrato un modello da superare – ha continuato Fosson – l’Assistenza territoriale è così importante che non può essere demandata soltanto alla direzione dell’Ausl ma la politica deve dare delle indicazioni”.

Il nuovo Patto per la Salute siglato tra Stato e Regioni nel 2014 portò una proposta di cambiamento dei modelli organizzativi molto importanteSull’aggregazione dei medici di famiglia  – spiega il Capogruppo – introdusse le AFT (Aggregazioni Funzionali di Territorio) e gli UCPP (Unità Complesse di Cure Primarie) con un organico e un responsabile. Il Patto  introduce e ha già iniziato ad inserire in Italia questi nuovi metodi organizzativi. Non dobbiamo andare molto lontano  da quanto siglato all’epoca”.

Una rivoluzione che era già iniziata con l’introduzione dei medici di famiglia nei poliambulatori “Noi magari oggi lo diamo per scontato – ha detto Fosson – ma ci fu un anno di gestione per introdure questa novità e portare il medico da una dimensione individuale ad una di gruppo. E dai numeri che abbiamo questa rivoluzione ha funzionato, sono infatti 6.500 i passaggi nei poliambulatori. Qualcosa va sicuramente modificato come gli orari”. Altra innovazione fu quando i medici di famiglia avevano iniziato a recarsi nelle RSA, sia ad Antey che ad Aosta “Anche in questo caso con dei grandi risultati”.

“L’informatizazione ha raggiunto i medici di famiglia e i pediatri nella nostra Regione molto prima di tutte le altre regioni d’Italia – ha concluso Fosson – così come il Fascicolo Sanitario Elettronico che avrebbe bisogno oggi di un nuovo slancio visto che la copertura si è fermata al 52%. Quando poi si parla di nuove tecnologie la Legge Gelli Bianco del marzo 2017 ha introdotto ufficialmente il concetto di Telemedicina. È il momento di fare grandi passi avanti e i modelli organizzativi sono ben precisi ed indicati sul Patto per la Salute”.

 

 

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